5 weekend sicuri nelle Marche con consigli gastronomici

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Ecco 5 weekend da passare in sicurezza nelle Marche, tra centri urbani e piccoli paesini storici. Di ognuno vi consigliamo dove fermarvi e cosa mangiare e bere.

Pronti? Innanzi tutto mettete la colonna sonora giusta:

Urbino

Urbino è un centro d’arte marchigiano che va visitato di tanto in tanto. Sia pure solo una visita alla Galleria Nazionale delle Marche. Ducale, bella, universitaria, il centro storico di questa bella città è Patrimonio dell’Unesco.

Il Duomo è bellissimo con un’ampia scalinata pieno centro di ritrovo degli studenti.

Il maestoso Palazzo Ducale è stato voluto da Federico di Montefeltro, duca di Urbino con Maso di Bartolomeo Luciano Laurana  a cui sono attribuiti il Cortile d’Onore, lo Scalone d’Onore, la Biblioteca, il Salone del Trono, la Sala degli Angeli, la Sala delle Udienze, la facciata dei Torricini e lo Studiolo del Duca Federico. A sostituire il Laurana attorno al 1474 fu Francesco di Giorgio Martini che restò al servizio dei Montefeltro per oltre undici anni.

Nella Galleria Nazionale, oltre alle opere di Lorenzo Lotto, Federico Barocci, Guido Reni, Guercino e Orazio Gentileschi sono custoditi il Ritratto di Gentildonna meglio noto come “la Muta” di Raffaello, la Flagellazione e la Madonna di Senigallia di Piero della Francesca,  La Città ideale.

La passeggiata in via delle Mura è consigliata, sia per la presenza di parcheggi bianchi, sia per il  panorama collinare. Inoltre si può visitare la chiesa di San Bernardino degli Zoccolanti (1482-91) come mausoleo del duca Federico da Montefeltro e commissionato a Francesco di Giorgio Martini con l’aiuto del giovane Bramante.

Cosa mangiare: la caciotta di Urbino, focaccia, prosciutto di Carpegna
Dove mangiare: in centro in modo easy per non perdere il viavai della città

il duomo di Urbino in un mio schizzo

panorama di Urbino

centro di Urbino

*Palazzo Ducale: da martedì a domenica dalle 8.30 alle 19 e il lunedì dalle 8.30 alle 14.00. biglietto d’ingresso: 8 euro.

Fratte Rosa

Fratte Rosa è famosa per tre motivi: le fave, il vino e la terra cotta. E’ un paesino cinto da mura abbarbicato su un colle tra Fossombrone, Pergola, in provincia di Urbino, tra le medie valli del Cesano e del Metauro. Vi si respira un’aria di pace, con un ampio panorama e un bel silenzio d’altri tempi. Il massimo per ricaricare le pile scappando dalla città.

Le terracotte Gaudenzi, terracotte Bonifazi e terracotte di Daniele Giombi sono le più importanti botteghe artigiane per conoscere e comprare oggetti di argilla.

Terracruda, invece, a dispetto del nome,  è una cantina,  forse la cantina più conosciuta della zona che offre vendita e degustazione. Bianchello del Metauro, il Colli Pesaresi Sangiovese, l‘Aleatico di Pergola i suoi prodotti di punta.

“La Favetta di Fratte Rosa“ è diventata  presidio Slow Food grazie alla sua biodiversità riconosciuta e preservata nel tempo. L’ecotipo ha il baccello corto, che contiene in media 4 semi, grandi e rotondeggianti, dal gusto dolce. Con la favetta si preparano la “baggiana”, una minestra di verdure e le “fave in porchetta”, con il saporito finocchietto selvatico.

Cosa bere: Bianchello del Metauro (provate le varie cantine)

Dove mangiare: Ristorante La Graticola (in Via Piave, 9) dove potrete assaggiare le tipicità come la cacciagione e le favette di Fratte Rosa.

 

Pergola

Pergola ha un piccolo centro piacevole per il passeggio. Ma al chicca che la rende una meta “nazionale” è il museo dei Bronzi Dorati di Pergola.

Qui è custodito l’unico gruppo bronzeo dorato completo di età romana giunto sino ai giorni nostri, e per questo viene raggiunto ogni anno da turisti di tutto il mondo, si è da poco arricchito di una novità assolutamente moderna.
I lavori di rifunzionalizzazione voluti dall’Amministrazione comunale (realizzati con fondi del Comune e contributo del Fondo Ue Fsr erogato tramite la Regione su idea progettuale del Comune in collaborazione con Mibact e Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio delle Marche) hanno portato alla creazione di una sala immersiva, con proiezioni di realtà aumentata che interessano il visitatore della Sala.

Cosa mangiare: pasta o uova con tartufo locale

Dove dormire: Agriturismo Il casale

 

Macerata

Macerata

Se non ci vivi o non ci studi, devi andarci per vedere almeno le sue bellezze più famose, come lo Sferisterio o la Torre Civica di piazza della Libertà con l’orologio planetario.

Lo Sferisterio di Macerata è un simbolo e un privilegio, perché un concerto o un’opera lì diventa indimenticabile. Qui e in teatro si tengono le finali di Musicultura, la rassegna di canzone d’autore nata a Recanati ma divenuta maceratese ormai dai anni.

Macerata durante la manifestazione Musicultura

Macerata durante la manifestazione Musicultura

Palazzo Buonaccorsi

I Musei civici di Palazzo Buonaccorsi vanno visitati a maggior ragione dopo la riapertura post covid19.
Palazzo Ricci presenta una collezione d’arte italiana del Novecento da far invidia ai grandi musei. Da Boccioni a Scipione, da Depero a Osvaldo Licini, fino a Giorgio De Chirico.
La Biblioteca Comunale Mozzi Borgetti è elegante e accogliente. Offre una sala lettura al terzo piano interamente illuminata da vetrate e panoramica che si chiama La Specola. Originariamente, era utilizzato come chiostro al chiuso dai Gesuiti.Al momento viene aperta su richiesta.

Il Teatro Lauro Rossi ha un’acustica spettacolare e ampia platea; è sede di un importante rassegna di classica e jazz.
La Loggia dei Mercanti oggi è un piacevole punto di passaggio denso di bar e boutique che testimonia la crescita della città in tempi passati.
Infine La Torre Civica e l’orologio planetario vanno visti poiché sono stati restaurati solo recentemente. Due volte al giorno alle 12 e alle 18 l’orologia si anima con il carosello dei Re Magi in onore della Vergine Maria.

 

Dove dormire: Alle Case, fuori Macerata ma nella quiete di un resort “di tradizione”
Dove mangiare: Da Rosa, in pieno centro, non sbaglierete un piatto.
Cosa chiedere fuori menu: i vincisgrassi, lasagna con sugo di carne molto saporito.

Elcito e San Severino

Un posto quasi sperduto arroccato alle pendici del Monte San Vicino, da vedere e dove dormire se siete fortunati, con case ristrutturate, un accogliente bar-ristoro, una mostra fotografica dei vecchi paesani, con i vecchi mestieri e i bimbi di Elcito prima che si spopolasse. A Elcito c’è un unico B&b. Si può unire alla vicina San Severino, per un weekend completo, dove potreste dormire più facilmente.

Dove dormire: Tra Elcito e il cielo

Cosa mangiare o chiedere fuori menù: panino con il ciauscolo, salame marchigiano spalmabile

 

Rlcito

Elcito (MC)

 

Al Elcito siamo passati seguendo la Granfondo Michele Scarponi. Guarda il video!

 

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