Alla scoperta delle perle dello Ionio

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Le Isole Ionie sono una meta amata dagli Italiani.
Noi abbiamo incontrato Evangelos Karagiannis di Boreas Travel (QUI il sito) che ci racconta tappa per tappa il tour delle Ionie

 

“Il giro delle isole Ionie è un viaggio che Boreas Travel organizza quasi ogni anno e sempre riscuote un grandissimo successo tra il pubblico italiano”, dice Evangelos.
“Anche se i luoghi visitati sono famose mete di villeggiatura, la loro storia e la loro straordinaria importanza per la cultura italiana spesso rimangono in penombra. Dall’aeroporto di Atene, dove di solito si arriva, ci trasferiamo a Zante. Dedichiamo un’intera giornata all’isola per poi prendere direzione nord verso Cefalonia. Una giornata è dedicata a Cefalonia, che colpisce soprattutto per le bellezze naturali e un secondo giorno per l’escursione alla leggendaria Itaca. Passando per Lefkada raggiungiamo la costa ionia della regione Epiro e dopo un giorno trascorso a Corfù prendiamo il volo di rientro”.

Quali sono le caratteristiche indispensabili del viaggiatore delle Ionie?

“Il viaggio è generalmente di media difficoltà, perché richiede alcune sveglie mattutine molto presto e continue traghettate. La gente del posto è abituata a rispondere alle esigenze del turismo di massa da alta stagione e spesso fa fatica a venire incontro a qualcosa di diverso. Visti i tanti collegamenti in traghetto, è indispensabile controllare attentamente le coincidenze per non rischiare di rimanere bloccati in un posto. Eppure, i traghetti soprattutto fuori stagione potrebbero cambiare i loro orari anche all’ultimo momento, per cui qualche piccolo contrattempo non dovrebbe creare disagi.”

Cosa si mangia di buono?

“Le strutture alberghiere sono generalmente di buon livello e di ristoranti se ne trovano di notevoli. La cucina locale è saporita. Ma non fermatevi ai menu turistici: siate curiosi si cercare i locali con cibo tipico, e chiedete cosa si mangia di caratteristico in queste zone”.

Cosa non trascurate mai nell’organizzazione del vostro viaggio?

“Indispensabile è la presenza di una guida esperta dei posti, perché né i monumenti né la storia dei luoghi sono evidenti e il viaggiatore anche ben intenzionato può correre il rischio di rimanere deluso o quanto meno abbagliato dal solo paesaggio, senza andare in fondo alla ricchissima cultura e la storia dei posti. Qui va osservato che Cefalonia è anche una notevole meta escursionistica, come la proponiamo in un altro viaggio”.

Ecco tutte le tappe di questa vacanza spettacolare a contatto con la storia.

 

Il racconto del viaggio di Evangelos delle Ionie

Quando siamo arrivati all’aeroporto di Corfù per imbarcare i bagagli e salutarci, avevamo già trascorso nove giorni per le isole Ionie tra meraviglie della natura, echi poetici e splendori d’arte. Percorrendo una regione per lo più associata al mare e alla villeggiatura siamo riusciti a vedere sotto il trucco un volto di straordinaria eleganza e di enorme fascino.
Lasciando la rumorosa Atene, abbiamo attraversato il Canale di Corinto per poi seguire il viaggio lungo la costa nord del Peloponneso, fino a raggiungere Kyllini.

Kyllini

Kyllini, sulla costa occidentale del Peloponneso, è la porta che ci immetteva nel mondo dello Ionio: la distanza geografica tra Kyllini e l’isola di Zante è molto breve, eppure la differenza di cultura è abissale: da una parte il Peloponneso, ancorato al mondo post-ottomano, dall’altra l’atmosfera elegante della cultura Veneziana! Infatti, con l’espandersi dell’Impero Ottomano nel Mediterraneo le isole Ionie, in mano ai Veneziani, sono diventate una flotta di pietra, a difesa delle porte della Serenissima.

Questo spiega lo straordinario ruolo strategico delle isole e l’onnipresenza di poderosi castelli di architettura veneziana, proprio come quello che domina sopra la città di Zacinto.

Zante

Zante

Zante

Echeggiano i versi di Dionisio Solomo, poeta nazionale greco di cultura italiana, che ha composto l’inno nazionale, oppure di Andrea Calvo, segretario del Foscolo “Virtù e coraggio vuole la libertà”!
Il tempo vola tra le eleganti piazze (Solomou e San Marco) della città e il paesaggio smeraldino dell’isola con il famoso, plurifotografato Naufragio.

Purtroppo Zante, Cefalonia e Lefkada trovandosi sopra una grande falda, nel punto più profondo di tutto il Mediterraneo, hanno molto sofferto i frequenti e grandi terremoti, che nel corso dei secoli le hanno private di tutti i gioielli che la cultura dell’uomo vi ha aggiunto. Di antico rimane poco, e anche i monumenti di epoche più moderne si trovano in stato di rovina. Ma è tale la portata della cultura che è stata prodotta qui, a cavallo tra Oriente e Occidente, tra Impero Ottomano ed Europa Centrale, tra Grecia, Italia e, più tardi, Inghilterra che quasi non si avverte la mancanza dei monumenti. Più che lo splendido museo di arte bizantina di Zante, la cattedrale di San Dionisio o la bellissima chiesa di Panagia Faneromeni, rimane impressa la lettura dei versi di Ugo Foscolo davanti al luogo dove sorgeva la casa del poeta “Zacinto mia, che te specchi nell’onde del greco mar”.

La prossima tappa del viaggio ci trova a Cefalonia. La più grande delle isole Ionie è caratterizzata dalla massa montuosa dell’imponente Monte Enos (o Monte Nero in Italiano).

Cefalonia, spiaggia Mirtos

Cefalonia, spiaggia Mirtos

Cefalonia

Argostoli, la capitale, è una graziosissima cittadina che si affaccia sulla splendida baia di Koutavos, area protetta per la straordinaria bellezza naturale. Eppure, proprio qui, nei dintorni di Argostoli tocchiamo un punto di altissima commozione quando visitiamo il monumento dei caduti italiani della divisione Acqui durante la Seconda Guerra Mondiale, traditi e trucidati dalle truppe tedesche.

Cefalonia_faro_SanTeodoro

Cefalonia, faro San Teodoro

Miracoli geologici, come le katavothre, un flusso di acqua marina sotto la terra, oppure la grotta paradisiaca di Melissani, uscita, diresti, qualche set cinematografico ci accompagnano nel giro dell’isola. La spiaggia di Mirtos, la baia di Assos con l’imponente castello, uno dei più grandi mai costruiti dai Veneziani e infine la pittoresca Fiscardo, fondata da Roberto Guiscardo ci lasciano a bocca aperta!

l'arrivo a Itaca

l’arrivo a Itaca

Itaca

Un viaggio per le isole Ionie deve per forza passare da Itaca. L’attesa è tale che la sveglia presto la mattina per prendere il traghetto quasi non ci disturba. Memorie del liceo classico, letture omeriche, i versi di Kavafis e tante pagine di letteratura di viaggio riaffiorano nella memoria come le alture della mitica meta di ogni viaggiatore appaiono sul mare. Piccola e arida, Itaca sembra quasi rimasta indietro nel tempo. Le poche antichità, le ricostruzioni dei siti inaccessibili, le statue ed i monumenti vogliono tutti ricordarci che veramente, questo è il luogo tanto agognato da Odisseo e tanto cantato da Omero.

Statua di Omero a Itaca

Statua di Omero a Itaca

La foto che quasi d’obbligo ci facciamo accanto alla statua del leggendario viaggiatore rimane a ricordare che sì, quel luogo noi l’abbiamo raggiunto; noi ci siamo stati!

Itaca, il viaggio di Odisseo spiegato

Itaca, il viaggio di Odisseo spiegato dalla guida

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso…” come scrive Kavafis.

Lefkada

Un’altra volta ancora solchiamo le acque del Mare Ionio mentre lasciamo Cefalonia in direzione di Lefkada, sempre accompagnati da versi di grandi poeti: I bianchi scogli che danno il nome all’isola (lefkos significa bianco) sarebbero quelli dai quali la poetessa Saffo si sarebbe buttata al mare, disperata per un amore non corrisposto. Mentre il traghetto si avvicina al porto, sfiora l’isola di Skorpios, isola privata di Onassis, ai tempi del suo impero. Nell’elegantissima cittadina di Lefkada ci troviamo sui passi di Onassis, di Maria Kallas che si è esibita sulla piazza della città in una delle sue rarissime improvvisazioni e con sorpresa scopriamo la storia di Lefkadio Hearn, greco-inglese, nato a Lefkada e diventato il poeta nazionale del Giappone con il nome Yakumo Koizumi.

Parga-grecia-epiro

Parga, Epiro

Epiro

Già avevamo iniziato a sentire la mancanza di monumenti storici per le nostre visite ed eccoci, passando da Lefkada alla costa Ionia della regione Epiro, è stato abbondantemente soddisfatto il nostro desiderio: i resti meravigliosi di Nikopoli e gli splendidi reperti conservati nel museo di Preveza ci portano ai tempi della battaglia di Azio, nel passaggio dalla Roma repubblicana a quella imperiale. Quasi tocchiamo con mano lo splendore, il potere e a volte anche la spietatezza dei grandi della storia Romana. Vediamo Ottaviano, trionfatore della battaglia, fondare la città della vittoria, sfollare popolazioni locali per abitarla e convertirla in un centro di arte e filosofia, mentre lui stesso diventa ormai Augusto imperatore-Dio!
Avvicinandoci al fiume Acheronte, sentiamo gli stessi brividi dell’Odisseo Omerico all’affacciarci sul regno dei morti: Omero, con le sue meticolose descrizioni ci prende per mano e ci guida per tutto il paesaggio in uno dei siti archeologici più potenti e sconcertanti di tutta la Grecia.

Nekromanteion

Nekromanteion

Si tratta del Nekromanteion, l’oracolo dei morti all’Acheronte. Ci fa vedere il nero lago Acherousio, gli amari fiumi Piriflegetonte e Cocito, tutti collegati al dolore dell’aldilà. I resti archeologici sono esigui, ma la potenza evocativa enorme; tali che alcuni dei nostri compagni, dopo aver attraversato l’intero complesso, stentano a compiere l’ultimo passo e scendere nella grotta dell’oracolo!

Una sosta a Parga, graziosa cittadina di villeggiatura sul mare, ricordata dal pittore Francesco Hayez nel suo celebre dipinto “i profughi di Parga”, viene a decantare l’atmosfera carica di emozioni e concedere un po’di spensieratezza e mondanità come ci stiamo avvicinando ormai proprio al fulcro della mondanità, a Corfù.

Corfù

Eccoci, svegliarci un’altra volta su una delle isole smeraldine dello Ionio e anzi, la più famosa, la più splendente, la più cosmopolita: palazzi, grandi hotel e casinò frequentati dalle stelle di Hollywood e dell’alta società internazionale degli anni ’60-’70 rimangono a ricordare lo splendore di Corfù.

Corfù, San Giorgio

Corfù, San Giorgio

Visitiamo impressionanti palazzi reali – si distingue l’Achilleion, voluto da Sissi, imperatrice di Austria e Ungheria a ricordo del figlio perduto – e rigogliosi giardini; a Paleokastritsa sentiamo Omero raccontarci dell’approdo di Odisseo a Scheria, l’isola dei Feaci e ci godiamo le passeggiate per le stradine della città di Kerkyra.
Eppure, i nostri passi non hanno la stessa leggerezza di quelli delle folle di crocieristi che inondano isola e città.

Corfù, Piazza Liston

Corfù, Piazza Liston

Per noi Corfù è un punto d’arrivo che nonostante l’ostentazione di tutti i suoi gioielli non ci abbaglia. Non ci abbaglia perché attraversando l’intera regione abbiamo pazientemente scoperto passo dopo passo la sua storia nelle differenti epoche dall’antichità fino ad oggi, sasso dopo sasso l’arte, spesso vittima dai terremoti, a sorsi, bocconi, note e racconti abbiamo degustato la ricca e colorata cultura popolare.

Alla fine dei nove giorni di viaggio per le isole Ionie non è la spettacolarità che ci manca: l’intensità dei ricordi si impone su tutto quanto cerca di offuscarli e pesano perfino sull’aereo che già decolla in direzione del Belpaese che è sempre stata l’altra metà dello Ionio.

Ringraziamo per questo affascinante racconto di viaggio Evangelos Karagiannis di Boreas Travel.

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