#RipartodallItalia da Castelluccio di Norcia

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L’Associazione Italiana Travel Blogger ha aderito a diverse iniziative e lanciato l’hashtag #ripartodallItalia, per promuovere di nuovo, in seguito a questa crisi epocale del settore turistico, dovuta all’emergenza covid-19. 

Condividiamo, naturalmente, l’hastag #ripartodallItalia. Perché se sarà difficile viaggiare in luoghi lontani, sarà contemporaneamente bello e necessario valorizzare i posti vicini: i borghi storici, i paesini incontaminati, la natura intorno a noi, le città d’arte in cui viviamo.

Io #ripartodallItalia e inizio col ricordare un luogo bellissimo in cui spesso si passavano le giornate libere: Castelluccio di Norcia.

L'Italia in miniatura fatta con gli abeti in un colle intorno alla Piana di Castelluccio è il simbolo di questo posto.

L’Italia in miniatura fatta con gli abeti in un colle intorno alla Piana di Castelluccio è il simbolo di questo posto.

La Piana di Castelluccio è famosa in tutt’Italia. Per la precisione si divide in Pian Grande, Pian Piccolo e Pian Perduto.

Un posto spettacolare da visitare in ogni stagione. Come vedete noi ci siamo stati in pieno inverno e in primavera-estate.

L’Italia in miniatura fatta con gli abeti in un colle intorno alla Piana di Castelluccio è il simbolo di questo posto, fotografato come un’altra icona, la fioritura della principale coltivazione, la lenticchia.

 

Castelluccio innevato

Qui infatti, in circa 14 mila km2 di pianura carsica alluvionale, si tiene un evento naturale spettacolare, la fioritura della lenticchia.

Tra giugno e luglio le tinte giallo – viola –  rosa – rosso colorano questa pianura senza soluzione di continuità. Attirando fotografi e instagramers da tutto il mondo.

 

Il paese

Il nucleo abitato risale al XIII secolo, come posta dei pastori che qui diventavano stanziali. Il turista che, prima dell’ottobre 2016, arrivava a Castelluccio, si fermava nel parcheggio/piazza, con intorno le case, che erano per lo più stalle e fienili, “personalizzate da grandi scritte in vernice bianca in dialetto sui muri”.

 

 

Tutto ciò era molto pittoresco, insieme ai rivenditori di prodotti tipici, buoni da leccarsi i baffi: lonza, prosciutto, ciauscolo, pane, legumi, vini e olii, da riportare a casa e tenere come cimeli di guerra.

La chiesa Santa Maria Assunta del XVI secolo era una perla, custodiva una scultura lignea raffigurante una Madonna (1499) attribuita a Giovanni Antonio di Giordano, maestro scultore di Norcia, oltre che un altare ligneo del Seicento. Crollata nel 2016.

 

 

Il Terremoto del 2016

Sembra lontano il sisma, nel 2020, ma le conseguenze sono tutt’ora gravi ed evidenti.

a Castelluccio di Norcia il recupero della Chiesa

Noi ne abbiamo parlato, essendo originari di questi luoghi, promuovendo nuovi tipi di turismo (leggi), di consumo solidale, di sport,  e di maratone musicali nate grazie alla rete di jazz italiano, di cui conosciamo tanti protagonisti (leggi).

A partire dal 24 agosto 2016 un terremoto di 6 gradi con epicentro situato lungo la Valle del Tronto ha scosso i Monti Sibillini. Da allora lo sciame si è protratto per i primi mesi del 2017.

 

Le repliche più forti sono state il 26 ottobre 2016 con epicentri tra Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera e il 30 ottobre 2016 con magnitudo 6.5 e con epicentro tra i comuni di Norcia e Preci.

Il paese di Castelluccio da allora è crollato.

Anche la chiesa è parzialmente crollata ed è in corso il suo recupero.

Oggi il paese di Castelluccio è tutto da ricostruire.

 

Le fioriture di Castelluccio di Norcia

La piana di Castelluccio è delimitata a nord-est dal monte Vettore, a sud-est dal monte Guaidone, a nord-ovest dal monte Veletta e a sud-ovest dal monte Ventosola. Si hanno forti escursioni termiche che insieme alla dispersione di calore da parte dell’ampia superficie carsica e della conformazione della conca, rendono ottime le colture di legumi. Si parla di fioritura, ma serebbe meglio parlare di “fioriture” perché molti sono i fiori che colorano questo immenso e celeberrimo panorama.

La Lenticchia di Castelluccio infatti, è un prodotto I.G.P.

Non si usano quindi pesticidi e le piante infestanti che precedono e seguono la lenticchia colorano la piana di mille nuances. Oltre al fatto che le loro radici tengono intatto e sempre umido il terreno di coltura.

Al colpo d’occhio quello che vedrete è:

– di color bianco e giallo: Camomilla bastarda (Anthemis arvensis) e dal Leucantemo (Leucathemum vulgare).

– di color rosso: distese di papaveri.

– di tinta viola e blu: “lo Specchio di Venere” (Legousia speculum – veneris). Poi il Fiordaliso, diffuso nei posti di montagna, ma qui al suo massimo splendore.

Io #ripartodallItalia e quando sarà possibile, andrò di nuovo a fotografare la fioritura di Castelluccio di Norcia.

Sara Bonfili

il blog di sara bonfili

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