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Connessi per forza: non cedere al FOMO

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Cos’è il F.O.M.O. o meglio  Fear of Missing Out?

Letteralmente “La paura di perderselo” (o “perdersi qualcosa”).

°°°°° E’ un fastidio, un problema legato a internet, nulla da eccepire.

E’ dovuto a quel continuo flusso di notizie e informazioni o divagazioni a cui tutti continuamente siamo sottoposti (e tentati). E allora abbiamo paura di non essere abbastanza aggiornati. Guardiamo continuatamente il news feed di Facebook e Instagram siti e altre fonti per non perdere tendenze, sviluppi, opportunità, news.

Continuiamo a cercare il contatto, per tendenza all’isolamento magari. Ma la velocità di interazione con gli altri in questi media può aumentare il senso di solitudine percepito.

Il FOMO, la paura di “essere tagliati fuori”, può colpire chiunque semplicemente per l’eccessiva scelta tra infinite possibilità. Di eventi, di letture, di acquisti.

Infine può accompagnarsi all’impressione un po’ infantile che gli altri conducano una vita più interessante della nostra, vita che però noi conosciamo solo tramite post e feed volontari, ragionati e “autopromozionali” di queste persone.

La comunicazione nella vetrina di internet attraverso Facebook, Instagram, Twitter, Youtube e simili, come altre comunicazioni è densa di trucchi e false impressioni.

Ma la parvenza di verità è totale. L’adesione a schemi e mode, anche; la rincorsa di modelli e situazioni pratiche, routine e nuove videe virali, pure. Il pubblico in termini pubblicitari “aspirazionale” ora è indiscriminato. Certo più concentrato secondo le statistiche tra i giovani ed adolescenti, ma non è detto. Gli studi statunitensi indicano comunque che il FOMO è direttamente proporzionale all’uso elevato dei social media di persone di queste fasce d’età.

Attenzione in questa fascia soprattutto, alla pericolosità di emozioni come l’invidia e del senso di inadeguatezza nei confronti delle “vite patinate” di vip e influencer: se l’evasione di conoscere le vite altrui può sollevare, alle volte, più spesso emergono sensazioni negative, che non aumentano certo benessere e autostima. Per non parlare poi dei disturbi della concentrazione, di sindromi varie, insoddisfazione, depressione o altri comportamenti “devianti” che possono scaturire come estremi effetti del FOMO.

 

 

°°°°° Siamo consapevoli di questo.

Andiamo al dunque.

DOMANDA: Quanto abbiamo usato i social networks in questi due mesi di quarantena da covid-19 (noi che siamo stati in salute)? RISPOSTA: moltissimo, siamo stati sempre connessi, per forza di cose. Ci siamo informati e sentiti meno soli, ma abbiamo rischiato o siamo stati colpiti dal FOMO?

Basta fare una piccola auto-analisi.

Siamo continuamente connessi? Mentre mangiamo, ci divertiamo, balliamo o facciamo sport, abbiamo voglia di postare una foto o un messaggio di condivisione del momento? Abbiamo la sensazione che le persone vicine stiano facendo qualcosa di bello senza coinvolgerci? Se abbiamo risposto sì, siamo nel circolo vizioso.

 

Chi più chi meno, tutti ne siamo vittime.

Cerco di definire, simpaticamente, un elenco di tipologie in cui mi includo (per modestia!). Comprende 12 esempi, ma potrebbe essere infinito!

1. Lo Snob: “Io non sono sui canali social per scelta”.

Ma poi controlla senza sosta le mail o le notifiche del telefono, o acquista compulsivamente su ebay.

2. Il Caciarone: “Uso i social per farmi quattro risate”

Ma poi cerca continuamente la polemica, il ridicolo, la notizia d’assalto.

3. L’Informato: “Voglio sapere cosa sta succedendo in tempo reale”.

Ma poi non si divincola tra le divagazioni e le pubblicità.

4. Il Marketer: “Uso i social per praticità e opportunità”

Ma poi perde tempo leggendo i commenti delle notizie, le risposte, le polemiche, cercando e sbirciando.

5. L’Amico: “Uso i social per connettermi con gli amici”.

Ma poi ha mille “amici” che non ha mai incontrato una sola volta.

6. Il Guardone: “Sono curioso a fin di bene”.

Ma poi i social networks gli tirano fuori l’invidia e la gelosia più remote.

7. Il Narciso: “Uso i social per promuovere la mia immagine e il mio lavoro”.

Ma poi non riesce a conoscere la sottile linea di confine tra pubblicazione del selfie e spam.

8. L’Ansioso: “Uso i social network perché non riesco a trovare lavoro, così non mi perdo nessuna offerta”.

Ma sono così tante le informazioni di offerta/richiesta di lavoro, che alla fine si perdono nell’oceano.

9. Il Provolone: “Uso i social per trovare il vero amore / un’avventura”.

Ma poi, alla fine, è sempre attratto da avatars irreali…

10. L’Insoddisfatto: “Sono sempre alla ricerca (di un guru, di affari, di clienti, di novità, di feste, di vestiti…)”

Ma poi ha troppa scelta e non ne viene a capo.

11. L’estroverso: “Che bello, fantastico, posso unirmi? Mi piace, mi interessa, mi interessa, parteciperò.”

E poi non riesce a seguire tutto quello che ha pianificato, al limite spizzica di qua e di là.

12. L’ozioso: “Vorrei unirmi a voi, ma non posso”.

E allora si ritrova a guardare tutto dalla finestra (di Windows?).

 

I RIMEDI

Dato che la quarantena in casa è stata una condizione indispensabile e responsabile di tutti noi, sani o malati, sintomatici e asintomatici, per far appiattire la curva dei contagi di questa pandemia da coronavirus, il FOMO potrebbe essere un effetto collaterale.  Curabile

Siete pronti? Questi sono i miei consigli.

 

  •  Prendiamo coscienza del tempo. Di quello perso e recuperato senza i social networks.
  • Sostituiamo le attività social con altra azione che coinvolga il corpo o la mente. Un hobby o una lettura che rimandiamo da tanto tempo.
  • Leggiamo il quotidiano. Per informarci tramite fonti autorevoli e senza distrazioni.
  • Scolleghiamoci. Facciamolo da soli, con la’iuto di app come Siempo o Forest, ma costringiamoci a fare un detox di alcune ore o giorni.
  • Controlliamo il tempo che passiamo sui social tenendo un diario, magari programmando le attività. Avremmo una fotografia chiara che ci farà riflettere.
  • Prendiamo consapevolezza della fallacia di alcune informazioni, della falsità di alcuni contenuti. Maggiore realismo ci farà sorridere e distaccarci.
  • Informiamoci sul funzionamento reale dei social. Scopriremo anche cose che ci disgusteranno.
  • Informiamoci sulla natura dei dati personali che forniamo attraverso la navigazione. Un refrain del mondo del marketing recita “Se è gratuito, il prodotto sei tu“.
  • Viviamo la natura, come possiamo. Il benessere sarà totale.
  • Lavoriamo off line. Molte ricerche ormai hanno dimostrato che si è più produttivi.
  • Prendiamo delle buone abitudini o routine che ci rafforzano senza social networks. Ci aiuteranno ad essere concentrati.
  • INFINE, qualcosa che è molto di moda: PRATICARE LA GRATITUDINE. Ma in senso lato io direi: analizzare le nostre specificità e unicità, fortune e bellezze, senza confrontarsi con gli altri. Ci ricorderanno ogni giorno che non abbiamo bisogno di influencer.

 

 

Sapete che esiste “Joy Of Missing Out”, ovvero la gioia di perdersi qualcosa?

Per approndire il FOMO

– Baker, Zachary & Krieger, Heather & LeRoy, Angie: Fear of missing out.
Relationships with depression, mindfulness, and physical symptoms. In: “Translational Issues in Psychological Science, 2016/2”.

 

Sara Bonfili

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