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Cosa vedere ad Ancona: musei e simboli dorici

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Per il mercato coperto di Ancona sono in vita progetti di rivalorizzazione.

Ancona è per me una città affascinante, anche se gli anconetani da tempo si lamentano che non c’è nulla da fare.

Vero qualche anno fa, quando era agli antipodi di una città universitaria non avendo discoteche, bar e pub aperti fino a  tarda notte. Ma non è quella, la natura di Ancona.

E’ il capoluogo di regione delle Marche, ufficiale, ingessata e allo stesso tempo popolare, una città di mare in cui il via vai ha sempre portato ispirazioni e scambi. E’ una città che a tanta storia, un’origine romana, una seconda vita post-secondo dopoguerra e insomma…  la si è riscoperta – noi marchigiani, gli anconetani e gli stranieri –  molto vivace, bella, culturalmente sfaccettata.

il porto

Il porto e le sue vicinanze, con l’arco romano di Traiano

L’Arco di Traiano venne eretto in un periodo stimato tra il 110 ed il 116 d.C., da Apollodoro di Damasco, lo stesso che progettò anche il porto di Ancona ed il Foro Traiano di Roma. L’arco venne dedicato all’imperatore poiché questi aveva fatto ampliare il porto, e si trovava lungo la riva. Ma dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale, che colpirono i rioni Porto, San Pietro e Centro, e  con l’ampliamento delle banchine del porto, l’Arco di Traiano venne spostato. Si trova comunque lungo la banchina ed è stato oggetto negli scorsi anni di una particolare illuminazione con una vicina fonte colorata.

nella zona del Porto di Ancona

 

navi al porto

C’è un altro arco monumentale che vale la pena vedere da vicino: è l’Arco Clementino, costruito dall’architetto Luigi Vanvitelli nel momento dell’ampliamento del porto, nel 1738. Infatti l’Arco Clementino si trova lungo la direttrice che prosegue dall’arco di Traiano. Fu lo stesso a costruire il Lazzaretto e il Molo nuovo, zona che oggi si chiama Mole Vanvitelliana e che da ex lazzaretto è stato rivalutato come sede di musei, concerti e mostre.

l’arco romano di Ancona

Il Duomo di Ancona, San Ciriaco

La chiesa dedicata al patrono, il vescovo san Ciriaco dal XIV secolo, è uno splendore: sia perché una riuscita mescolanza di gotico bizantino e romanico, sia per la sua posizione. Infatti è la chiesa che si vede da tutta Ancona, sulla sommità del colle Guasco, già occupata dall’Acropoli della città dorica, con vista sul porto anconetano. E’ basilica minore dal 1926.


Lasciatevi incantare dal suo colore rosa, dalla importante scalinata e dall’imponente portale strombato. Vi affascineranno i leoni stilofori del protiro, con due colonne, i quali rappresentano un po’ uno dei simboli della città di Ancona. I bombardamenti aerei del 1943 da parte degli alleati colpirono il transetto destro che fu quasi totalmente distrutto, insieme alla sottostante Cripta delle Lacrime. Lo stesso transetto venne ricostruito ed l’edificio venne solennemente riaperto nel 1951. Durante i lavori di restauro fu scoperto sotto all’edificio cristiano i resti del precedente tempio classico dedicato a Venere, il che conferma la precedente acropoli pagana.

La MOLE  Vanvitelliana

 

nell’ingresso della Mole vanvitelliana si preparano le installazioni

nella Mole si tengono eventi e concerti

 

La Mole Vanvitelliana è un’eccezionale e versatile centro espositivo. Epiche le retrospettive su Henri Cartier Bresson (ne parlavo su ARTRIBUNE)  e Steve Mc Curry, come ricordiamo nei nostri video.

ph Sara Bonfili

Vi rimandiamo ai nostri reportage della mostra “Ecce Homo” e  “Steve MCCurry Icons” per scoprirla in tutte le sue potenzialità.

 

 

Il Museo Tattile Omero

Il Museo Tattile Omero è un’eccellenza della città di Ancona, uno dei pochi musei tattili italiani che con grande successo ha chiuso il 2019 con il 35.000 visitatori, oltre ad aggiudicarsi il Premio Nazionale Inclusione 3.0 promosso dall’Università di Macerata.

Si trova proprio all’Interno dell’ex lazzaretto o Mole.

Importanti anche le relazioni internazionali con un doppio incontro al Cairo e un meeting ad Atene. A giugno Aldo Grassini, Andrea Socrati e Annalisa Trasatti sono stati al Museo Egizio del Cairo per tenere un corso di formazione agli operatori e inaugurare un innovativo percorso di visita per non vedenti; a dicembre la coordinatrice Annalisa Trasatti ha partecipato ad un workshop italo-egiziano per l’archeologia e il patrimonio culturale presso il Ministero dell’Antichità del Cairo.

Il 2019 è stato l’anno dell’ VIII edizione della Biennale Arteinsieme – cultura e culture senza barriere con circa 200 scuole iscritte ai concorsi Arti visive, Musica e Libri Speciali e la mostra “Rabarama e i giovani artisti”. In esposizione i lavori selezionati di giovani talenti che, partecipando al concorso, hanno prodotto elaborati ispirati ai temi e alle poetiche di due artisti testimonial: Rabarama e Michele Mariotti. In autunno più di 100 Musei e luoghi della cultura hanno partecipato alla Biennale Arteinsieme promuovendo attività finalizzate a favorire la partecipazione e l’inclusione delle persone con disabilità o provenienti da culture altre.

A novembre ad esempio si è inaugurata la mostra “Toccare la bellezza. Maria Montessori Bruno Munari” in collaborazione con il Comune di Ancona e con il contributo della Regione Marche, incentrata sul valore estetico della tattilità incontrando il pensiero e i materiali di Maria Montessori e i lavori di Bruno Munari.

Gli eventi dei primi mesi del 2020 sono stati fermati dal lockdown per Covid-19 (periodo in cui abbiamo lavorato ugualmente da casa), ma il museo Omero ha riaperto, come potete leggere nei dettagli in questo articolo.

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