La montagna è uno di quegli ambienti che ci aiuta a star meglio, a ritrovare noi stessi e a condividere il respiro della natura, dalla quale spesso siamo distanti. La vera fortuna della vita e della vacanza in montagna è la possibilità di provare varie attività tutte allo stesso modo salutari e divertenti: sci alpino e di fondo, scialpinismo, trekking, arrampicata sportiva o alpinismo, corsa in montagna o nordic walking, discesa con gli slittini, kayak o canyoning a seconda della stagione.
Far trekking in particolare è per me il modo più democratico di scoprire i panorami e godersi la montagna.
Vivo in Val di Fassa, tra le Dolomiti trentine, un luogo che consente di sbizzarrirsi. Sono un’ottima camminatrice, corro, vado in mountain bike, faccio arrampicata sportiva, ma scio controvoglia e male… Quindi non mi azzardo a parlare di neve, di trekking!
Sono infinite le passeggiate di ogni difficoltà da compiere qui, ma provo a scegliere 5 itinerari per andare sul sicuro, tra grandi classici e piccole chicche.
- Trekking della Val Contrin
E’ un grande classico, ricco di panorami sul Colac, Gran Vernel e Marmolada, impegnativo per alcuni tratti in forte salita ma per altri rilassante e alla portata di un buon camminatore di ogni età. Impegna dalle 3 alle 4 ore per un dislivello di 630 mt. I bimbi sotto i 3-4 anni certamente andranno di buon grado nello zaino del papà (ho visto anche mamme portarli, ma affidiamoci all’uomo); se cammineranno, probabilmente si fermeranno nelle tappe intermedie che indicherò. Per quante volte ripercorrete questo itinerario, non sarete mai stanchi dell’emozione che vi darà, perché dentro c’è tutto: salite, contatto con gli animali, panorami, buon cibo.
Il Contrin è una delle tante Valli laterali rispetto al torrente Avisio che disegna la Val di Fassa e la congiunge con la Val di Fiemme. Per scoprire questa valle si parte da Alba di Canazei, dietro alla partenza della funivia Ciampac, imboccando il sentiero 602 nel bosco, che sale subito e va affrontato con passo lento e costante (il passo del montanaro!). Potrete seguire la strada principale o prendere le scorciatoie nel bosco, brecciose e spesso scivolose (occhio, quindi siate consapevoli del vostro passo). Le scorciatoie vi daranno però la possibilità di vedere una cascatella nel bosco prima di arrivare dritti dritti alla piccolissima Baita Locia (o Locia de Contrin), la vostra prima tappa per bere, mangiare, o semplicemente vedere il Sassolungo e l’alta val di Fassa, riprendendo fiato.
Dalla Baita Locia in poi è un falsopiano per un paio di chilometri, proseguite costeggiando il Rio Contrin con una cascata e il sentiero principale. Incontrerete alla vostra sinistra una splendida falesia per arrampicare, le mucche al pascolo, gli asinelli.

Il panorama cambierà più volte e riprenderete una salita impegnativa fino al Rifugio Contrin, dell’associazione nazionale degli Alpini. Ma nulla di vieta d fare una pausa sui prati, specialmente se avete bambini e panini al seguito. Al Rifugio si può mangiare di tutto e prendere il sole.
Ancora uno strappo di salita e poi discesa per vedere uno dei più bei panorami delle Dolomiti ed assaggiare il latte appena munto di quelle stesse mucche che avrete incontrato. Siete alla Malga Contrin, davanti a voi avete il piccolo e il gran Vernel, la sud della Marmolada, Cima Ombretta e Cima Uomo e tanto altro.
stomaco! Provate il latte freschissimo, i dolci fatti in casa, i formaggi… Poi voglio sapere che voto darete alla Malga Contrin e all’intera esperienza! Secondo me un bel 10!
Il ritorno si svolge sulla stessa strada, e forse la discesa metterà a dura prova le ginocchia più della salita.

- La Val Duron
Altro grande classico, molto agevole con un buon passo, d’estate e d’inverno (si va anche in e-bike o mountain bike). Si parte da Campitello di Fassa, nella parte alta del paese, dove scende il rio Duron con belle cascate e un ponte scenografico. Sarà la vostra prima impegnativa salita finché non scavalcherete una sorta di “passo” che vi farà scendere sulla valle. Vi consiglio però la variante del sentiero forestale in mezzo al bosco per tre motivi: passerete sulle scalinate naturali delle radici degli enormi alberi nella penombra costante (in estate fa la differenza); è più varia e meno ripida dell’altra via; la strada principale ha il breccino e vi transita un servizio navetta che dal paese porta al rifugio Micheluzzi (1860 mt) perciò sarà più bello camminare nel silenzio che subire il via vai della navetta. La prima Baita che incontrate si chiama Fraìnes, ed è un posto splendido con il suo pratone e i giochi per bambini. La variante nel bosco si prende a sinistra, 50 metri dopo la Baita, la troverete segnata di color blu sugli alberi, come tutti i sentieri forestali. Dopo una bella camminata, durante la quale scoprirete che le foglioline rotonde dei cespugli di mirtilli sono ovunque intorno a voi (ad agosto li potrete raccogliere), superando un ponticello arriverete al Rifugio Micheluzzi. Il mio rito in questo caso è togliere gli scarponi ed entrare nel fiume, per far passar la stanchezza.
La scorsa estate l’enorme prato dietro al Rifugio Micheluzzi è stato teatro naturale del concerto di apertura della rassegna “I Suoni delle Dolomiti” con Giovanni Sollima e Avi Avital. Naturalmente noi c’eravamo e lo abbiamo raccontato qui.
Al Micheluzzi si mangia benissimo (come nella gran parte dei rifugi della valle) e si può fare una doverosa pausa. Si prosegue fino alla Baita Lino Brach (1856 mt) proprio nell’estate 2019 completamente ristrutturata, caratteristica per le pazze sculture di legno di strani personaggi e stelle alpine che si trovano nel suo cortile. Ance questo è il posto adatto sia per mangiare che per rilassarsi. Volendo si può concluder qui la passeggiata, e tornare indietro, oppure arrivare fino a Malga Miravalle (1890 mt).
Chiaramente, sia in questa che nella precedente potrete anche attrezzarvi con il pranzo al sacco e fare a meno dei ristoranti, in cui però una fetta di struedel o una birra faranno certamente bene al vostro umore!
3 – Passo Principe, in mezzo al Catinaccio d’Antermoia
Un trekking impegnativo di almeno 5 ore, che parte subito in quota. Si prende la funivia a Vigo di Fassa fino al rifugio Ciampedie oppure la seggiovia di Pera fino al Rifugio Gardeccia. Un tempo qui, nella conca del Gardeccia, un teatro naturale dalle quinte rocciose, vi arrivava il bus ma ora non più per motivi sia di franosità della strada che di traffico. Al Gardeccia si ha già un panorama da favola, dal Catinaccio al Vajolet ai Dirupi di Larsech. E infatti c’è da dire che una buona metà dei turisti si ferma qui, a prendere il sole o a consumare nei vari rifugi senza per nulla voglia di affrontare la salita, che invece vale la pena.

Gardeccia
Prendendo il sentiero 546, pian piano ci si alza fino a uno strappo finale e tortuoso che sicuramente vi impressionerà, ma è fattibilissimo. Si arriva a due rifugi vicini e scenografici, il Preuss eretto dall’alpinista fassano Tita Piaz su un dirupo naturale, e il Vajolet (2243 mt), dove si dorme confortevolmente (è un punto di partenza per le più classiche arrampicate del Catinaccio) e si mangia benissimo. Forse molti conosceranno le imprese eroiche di Tita Piaz, ma pochi sanno la sua battaglia per l’indipendenza dal fascismo e la diffusione di un socialismo popolare in una valle totalmente legata ai valori cattolici ed estranea alla militanza, e inoltre delle sue doti di scrittore e poeta in lingua ladina. Se questa escursione in uno dei luoghi più fotografati delle intere Dolomiti sarà entusiasmante, certamente si aggiungerà la curiosità per il personaggio abilmente ritratto nel libro “Tita Piaz, Il diavolo delle Dolomiti”.

Avete fatto una buona pausa in uno dei due rifugi. Ora, se avete bimbi nello zaino fermatevi a questo livello, avete già fatto molto e dovete ancora scendere. Se invece siete soli e aitanti proseguite per la valle del Vajolet costeggiando le leggendarie torri dove la narrazione trentina vuole si riunissero le strie, le streghe. Le torri del Vajolet sono solo uno dei luoghi delle leggende dolomitiche, come racconto in altri articoli.
Salite pian pianino sulla sentiero ghiaioso fino al Rifugio Passo Principe. Siete proprio sull’omonimo valico, avete la vista su tutta la conca e siete al cospetto della regina del gruppo del Catinaccio, l’Antermoia, sulla cui cima si può salire con una via ferrata che inizia proprio da qui. Il Rifugio Passo Principe vi donerà una vista affascinante sull’immensità, un’immensità simile a quella del mare dal bordo di una nave. Godetevi la fatica, il silenzio, il sole e il freschetto e non attardatevi troppo, per ritornare per la stessa via.
4 – Il Giro del Sassolungo
Un trekking meno gettonato del precedente, ugualmente impegnativo, ma molto bello, attorno alla montagna che domina la Val di Fassa e la Val Gardena. Anche qui mettete in conto una giornata di cammino. (Volete scoprire la Val Gardena? Ecco il mio documentario https://www.youtube.com/watch?v=1syVMdKCRrs )
Da Canazei si raggiunge il Passo Sella in auto. Dal rifugio Passo Sella (2183 mt) si inizia il cammino per il sentiero 528 con vista su Sassolungo, Pues e Odle della Val Gardena e le Torri del Sella sulla vostra destra.
Si passa vicino al franone che ha dato luogo alla famosa “Città dei sassi”, si sale facilmente fino al Rifugio Comici a 2153 metri. Post-it per la Città dei sassi: tenetevi un altro giorno per passeggiarci nel mezzo, attraversandola con i vari sentieri, per arrampicare in falesia se siete capaci o semplicemente per guardare chi lo fa. E’ un mondo tutto particolare!
Torniamo al Comici: questo posto, oltre ad essere accogliente, recentemente ristrutturato e modernissimo è famoso per la sua cucina di pesce! Se siete interessati è consigliata la prenotazione, ma se volete concludere questo giro vi conviene far un piccolo ristoro e continuare a camminare, almeno a parer mio. Dal Comici si scende lievemente e si prosegue fino al Rifugio Vicenza, altro ristoro storico di questo luogo. In quota si taglia su detriti e si incrocia il sentiero 525 ma si segue fino al Sassopiatto e il rifugio Sassopiatto (2300 mt). Il vostro sentiero ora è il famoso Federico Augusto che conduce fino al Pertini e al Rif. Federico Augusto e la forcella Rodella fino a ritornare al passo di partenza.
Un bel giro che vi consente di vedere il Sassolungo da tutti i lati, rimanendo sempre in quota e sfruttando l’intera giornata. Se siete allenati, però e abituati anche ai ghiaioni d’alta montagna, che non sono per tutti.
5 – Al Lago Antermoia dalla Val Udai
Bello al pari del più noto lago di Carezza, incastonato nella roccia e delimitato da una vedretta (di neve perenne) ha un’acqua limpida e azzurra. Sono molti i modi per arrivarci, ma vi consiglio il mio preferito, con partenza dalla Val Udai vicina al paese di Mazzin. (Di Mazzin come sede di un sito archeologico retico parlo in questo articolo
Questa escursione è lunga e in alcuni tratti difficile, ma non presenta ferrate, mentre se sceglieste di arrivare all’Antermoia dal Gardeccia, dovreste prendere n sentiero attrezzato con cordino che si chiama “Le Scalette”.
In questo caso, invece, si percorre sempre in ripida salita tutta la Val Udai fino al pratone di Camerloi; fatto il Passo di Dona, si scende al Rifugio Antermoia (2497 mt). Si prende il 584 e si arriva allo scenografico Lago Antermoia, in cui si specchiano il cielo e la roccia. Lo si può aggirare per entrare anche sotto la vedretta. A parer mio la bellezza di questo panorama ripaga dalla grande fatica della salita.
Si può scendere per la stessa via, contando che la discesa può essere maggiormente faticosa della salita perché molto ripida, e questa è la nostra via preferita, semplicemente perché si possono raggiungere grandi altitudini con il tempo a disposizione e l’allenamento, completamente a piedi.
Oppure, se vi attrezzate lasciando una delle due auto, si torna da Passo Antermoia, si raggiunge Passo Principe, che abbiamo già conosciuto, e da lì si scende, gambe in spalla, fino al Gardeccia, da cui si tornerà con la funivia a Vigo fino al parcheggio della vostra auto.
Fino all’anno scorso il Gardeccia era servito da un bus navetta, ora non più, lo ripeto, quindi va calcolato poi il tempo per prendere l’impianto.
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