Moena e Someda, consigli per la scoperta della Fata delle Dolomiti

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Moena, il cui nome in latino significa palude, è un paese di circa 2.000 abitanti all’inizio della Val di Fassa, provenendo dalla Val di Fiemme, in provincia di Trento. A circa 1200 metri di altitudine, incastonato in una valle tra il gruppi dolomitici spettacolari e famosi come il Sella, il Catinaccio e il Latemar, a poca distanza dal Lagorai e da Fiemme e dal Passo San Pellegrino. Ai piedi delle più belle Dolomiti del Trentino.

E’ quindi il “biglietto da visita” della Val di Fassa, provenendo dall’uscita classica autostradale dell’autobrennero, quella di EGNA-ORA e salendo in quota per la SS 48 delle Dolomiti. Anche per questo, per la sua accoglienza, posizione, bellezza e sviluppo turistico nel tempo è nota come la “fata delle Dolomiti”.

Ci sono tante storie che interessano Moena, e ve ne raccontiamo alcune.

La bella SOMEDA con il suo forte austriaco

Someda è una frazione di Moena, posta in un pendio rialzato e assolato a circa 1320 m. Da qui si gode di un ampio panorama che va dal Latemar al Catinaccio al Sassolungo. Il centro è accogliente e restaurato, con fonti, fienili, case tipiche molto curate, alcuni garnì ed hotel.

Un luogo di interesse da non mancare è il forte militare austro-ungarico, del “sottosbarramento di Moena” facente parte dello “Sbarramento Passo Rolle” del “Subrayon IV” del grande sistema di fortificazioni austriache al confine italiano. Si trova ad est di Someda, in alto, vicino ad una strada chiusa al traffico che porta al Lusia.

E’ stato costruito prima della Grande Guerra, dal genio militare austro-ungarico 1898 su di una pianta quadrata e disposto su due livelli, armato con cannoni e mitragliatrici e in collegamento telefonico con Moena e con il forte Dossaccio, con il quale formava un’unica linea difensiva. Quando l’italia entrò in guerra nel 1915 serviva per sbarrare la valle di San Pellegrino alle forze italiane che volevano raggiungere la val di Fassa, ma venne presto abbandonato per la sua “debolezza”, e venne surclassato a magazzino dal k.u.k. Bauleitung comandato da Richard Löwy, mentre l’armamento venne spostato più a monte, proprio nei pressi del Passo San Pellegrino. Poi passò al demanio militare, che nel 1927 lo rivendette a privati.  Al momento è privato e attende di essere rivalorizzato per poterne godere a pieno.

 

nella hall del Garnì Sayonara

Vi consigliamo il Garnì Sayonara

Il nostro consiglio è di soggiornare nel bel Garnì Sayonara, recentemente ristrutturato e riarredato in stile ladino contemporaneo, con elementi di arredo in legno di cirmolo, legno antico, tessuti e pellame dello stile tipico di qui. 

Le luci, la cura dei dettagli, il profumo del legno vi conquisteranno, per non parlare del panorama che si gode dalle terrazze e dal giardino sul gruppo del Catinaccio, con i colori che variano a seconda dell’ora del giorno. Siamo inoltre fuori dal caos della valle, il che in alta stagione vi farà tirare un sospiro di sollievo per la vostra scelta azzeccatisma. Potrete godere della vacanza senza stress da code e ricerca di parcheggi.

Gli ospiti possono rilassarsi nell’ampio giardino con terrazza e cascatina giapponese, arricchito da una legnaia di nuova ristrutturazione.

Alle camere in stile si aggiunge la buonissima colazione con prodotti dolci e salati della gastronomia ladina: dallo speak, allo struedel, dalle torte caserecce, alle marmellate di frutti di bosco, tutto rigorosamente fatto in casa dalla signora Tiziana.

Abbiamo conosciuto la famiglia Chenetti che ci ha aperto le porte del Garnì Sayonara, in questo video prodotto da #dolomiticlip.

Una tipica grappoteca a Moena

L’ingresso di una tipica grappoteca a Moena

La TURCHIA in TRENTINO

Come qualcuno di voi saprà a Moena c’è lo storico rione “Turchia”, uno degli angoli più caratteristici del paese, pieno di simbili che ricordano la storia di un soldato molto speciale. Un militare dopo la sconfitta dei Turchi a Vienna, nel 1683, cerca di tornare in patria, e attraversa il Passo San Pellegrino. La leggenda racconta che il soldato cadde esausto all’imbocco del paese di Moena, dove fu soccorso e sfamato. L’accaduto fece tanto scalpore che gli abitanti del rione furono chiamati “Turchi”.  Nel quartiere c’è la Strada de Turchia (1922) e la Fontana del Turco con capitello formato da testa dalle arabe fattezze e decorata con mezzaluna e stella.

Ogni anno in estate nel rione di Turchia si svolge l’omonima festa con tradizionale sfilata dei Turchi e piatti tipici.

Moena, wikipedia

Che cosa fare d’estate e d’inverno

In estate si possono fare escursioni a piedi o in mountain bike, trekking, parapendio o climbing,  shopping tra le botteghe artigiane del centro dove comprare i prodotti locali come il conosciutissimo Puzzone di Moena DOP, presidio Slow Food, e assaggiare le tante ricette nei migliori ristoranti del Trentino (tra cui uno stellato conosciutissimo, Malga Panna).

In inverno chi soggiorna a Moena può sciare nella Ski Area Alpe Lusia – San Pellegrino, con impianti di risalita e piste famose e panoramiche, mentre al Centro del Fondo Alochet, vicino al Passo San Pellegrino, si può praticare sci di fondo, che tra l’altro si traduce in un famoso evento, la “Marcialonga di Fiemme e Fassa” che parte proprio da Moena a gennaio, per attraversare le due valli. Inoltre Moena è stata recentemente premiata ai Green Destinations Awards come meta di turismo sostenibile: si possono fare tutte le attività che consentono di spostarsi in montagna senza prendere l’automobile.

Da vedere in paese

Ci sono palazzi storici da visitare, come Casa Ramon, al centro della via principale e la  Casa del Dazio, entrambe luoghi di riscossione delle tasse.

Visitiamo inoltre le chiese di San Volfango (santo protettore dei boscaioli) e di San Vigilio, la prima con affreschi del 1400, la seconda consacrata nel dodicesimo secolo con affreschi dell’artista moenese Valentino Rovisi.

 

 

 

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