FUORI IL 10 LUGLIO “FOREIGN TONGUES”, IL NUOVO ALBUM DEGLI STONES
– Rolling Stones a San Siro, 11 luglio 2006 –
Iniziamo col dire che Jagger nel 2006 aveva 63 anni. Oggi ne ha 83, il che non sembra spaventare i nostri Stones che stanno per far uscire al nuovo album del 2026, “Foreign Tongues”.
Ma a San Siro, che mi ha fatto sperimentare quanto è calda Milano a luglio, alla sbornia del concerto dei Rolling Stones si aggiungeva quella per la vittoria italiana del 9 luglio alla finale dei mondiali di calcio di Berlino, che la tifoseria di casa nostra aveva preannunciato, auspicato e facilitato con quel canto “apotropaico” preso dal riff White Stripes … po-po-po-po-po-po… Ve lo ricordate?
Mick, da buon amante del football, aprì con un “Ciao Milano, ciao Italia, i Campioni del Mondo!” ingraziandosi la platea dopo un “Jumping Jack Flash” di apertura.
Maxischermo, allestimento al massimo, la famosa passerella che serve a Jagger per correre su e giù, come ci ha ben insegnato il documentario “Shine a Light” del regista Martin Scorsese. Si capisce che sono un’amante degli STONES?
Richards e Wood fecero il loro “sporco” lavoro da bluesmen dall’inizio alla fine. Keith Richards cantò “Before They Make Me Run” e “Slipping Away”. Charlie Watts, c’era ancora, questo bel signore che invece di aggirarsi per i parchi londinesi a contemplare le anatre, continuava a suonare la sua batteria. E quanto ci manca con il suo aplomb britannico…
Durante il concerto San Siro si accendeva ogni tanto al po-po-po-po-po-po dei mondiali di calcio.
Naturalmente Mick si cambiò e si spogliò, corse ed ancheggiò, alluse e spaventò su “Sympathy for the devil” con cappottone rosso velluto e la sua bocca spalancata…
Verso la fine, l’evento che aggiunse allo spettacolo musicale la vera poesia dei calciofili: Mick Jagger e i suoi scritturarono i nostri Ale Del Piero e Marco Materazzi, visibilmente emozionati, che abbracciavano e saltavano, cantando il riff dei White Stripes, “chi non salta è un francese”, e sventolavano le loro maglie. Chi non ricorda la testata in finale di Zidane a Materazzi, che gli costò l’espulsione, o non ama il calcio, o è troppo giovane…
Formazione tale non su mai vista sul palco degli Stones! Con tanto di fuochi artificiali.
Già. Conosco giornalisti musicali – che mi stanno antipatici naturalmente – che snobbano gli Stones, li citano come esempio di una musichetta senza spessore in grado solo di massimizzare il successo.
Qui stiamo parlando di un concerto-evento, come tutti quelli di Mick and company, e in più di un inno al calcio, dell’amore per l’Italia, del rock ’n‘ roll come stile di vita, della coerenza totale con il proprio glorioso passato.
Parliamo di tante cose che i giornalisti musicali dovrebbero tener presenti, senza riferirsi ai gusti personali, naturalmente.
Era un’estate calda, bella, felice. E di Mondiali di Calcio italiani, beh… non discutiamone più.
