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RECENSIONI IN RITARDO: The Cranberries ad Ancona, novembre 2002, Palarossini

22 novembre 2002, Cranberries al PalaRossini di Ancona: Dolores, due ore e un Nokia

 

Quella sera i Cranberries aprirono con Analyse, l’apoteosi del loro stile dolce ed energico, che fa di ogni loro canzone un inno alla vita. Brani ancora oggi eterni. Ma fu la voce di Dolores, naturalmente a rapirci.. 

Il PalaRossini credo sia stato il posto con l’acustica peggiore che io abbia sperimentato in tanti anni (spero lo abbiano migliorato), ma l’evento speciale era tangibile. 

Dolores O’Riordan aveva la voce cristallina e precisa dei dischi, il portamento di una star, il fisico di una sopravvissuta, l’energia di chi è in grado di insegnarti a vivere. 

Non lo sapevamo che non sarebbe stato così. Dolores ci ha lasciati nel 2018, troppo presto, un vuoto nel mondo della musica d’autore.

Ricordo “Zombie” quasi subito, senza fronzoli. Poi un pianoforte a coda sul palco, la fine del concerto con “Dreams”. Forse più che altro del concerto mi rimase la consapevolezza di quanto era bella, di quanto era forte, nel suo fisico minuto che aveva concepito una voce tanto speciale.

A questo punto c’è un piccolo miracolo che devo raccontare, uno dei tanti miracoli che, nella mia adolescenza un po’ triste, mi hanno portato ad amare la musica. E accade qualche anno prima del live di Ancona in cui andai con un paio di amici. 

Il papà di nostra amica comune conosciuta in Inghilterra, e qui c’è chi può testimoniare, lavorava nel management dei concerti. Verso le otto di una calda serata nel nostro paese dormente, mentre tornavamo a casa, la nostra amica romana mi chiama. Avevo un Nokia mattoncino. Ebbene ci passa Dolores che canta una meraviglia dall’altro capo. Forse era “Ode To My Family”, non ricordo, ma so che mi uscirono le lacrime. 

Era vero, ed era successo nel nostro paesino in cui non succedeva mai niente, a me che avevo l’unico pregio di essere curiosa.  

Oggi, quando passano in radio le canzoni dei Cranberries, sintonizzo meglio e penso che dietro c’è ancora qualcuno che sceglie la musica. 

#RecensioniinRitardo

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