Vagabonda in Sardegna: e il viaggio lento diventa un libro

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vagabonda in sardegna

Un libro meraviglioso che invita a viaggiare lentamente in Sardegna.

Per fortuna cominciano ad essere sempre più presenti libri del genere (ad esempio quelli del nostro amico, scrittore e giornalista, Paolo Merlini, che consiglio), che ci fanno riconnettere con la natura e i ritmi umani del viaggiare. E si sa, spostarsi non è che un aspetto della vita quotidiana, ma indispensabile.

Questo di Mariella Moresco, blogger di “Vagabondi in Italia”, è un resoconto di un’esperienza intima molto importante per lei. Che però contiene consigli preziosi per gli amanti dell’isola dei 4 mori.

Vagabonda in Sardegna. Da Cagliari a Olbia tra treni e corriere è uscito per Andrea Pacilli editore (nel catalogo Feltrinelli). E’ il racconto fato in prima persona di un viaggio lento in Sardegna compiuto da sola. Mariella si è mossa tra elementi storici, culturali e paesaggistici con i soli mezzi pubblici.  L’abbiamo incontrata e la conversazione è stata inserita tra le nostre interviste.

Mariella, come mai e quando hai pensato di compiere questo on the road in bus e treno?

“Io amo tantissimo viaggiare in treno. Già il tragitto è un piacere per me. Mi lascio trasportare senza pensieri e posso immergermi nel paesaggio o guardare le persone che viaggiano con me o pregustare quello che troverò all’arrivo. Quindi sono sempre alla ricerca di percorsi nuovi che mi diano nuove emozioni.

L’idea del viaggio in Sardegna è nata proprio vedendo la pubblicità delle Ferrovie, dove si vedeva la linea ferroviaria che unisce Cagliari ad Olbia attraversando l’interno. Ho subito pensato: Lo voglio fare!

Sono partita quasi subito, cioè a metà maggio dello scorso anno. L’idea è subito piaciuta all’editore che mi aveva già contattata perché interessato a pubblicare il racconto dei nostri vagabondaggi in Italia, così appena rientrata ho iniziato subito a scrivere il libro uscito a fine luglio, un po’ in ritardo per via del covid”.

Quale è stato il tuo itinerario preciso?

“È stato un itinerario un po’  “assurdo”, se visto sulla carta. Assolutamente zigzagante, con moltissimi su e giù. Il fatto è che io volevo fare anche delle deviazioni per visitare siti archeologici emozionanti e volevo anche essere a Sassari per l’annuale Cavalcata Sarda. Però dovevo fare i conti con i percorsi di treno e corriere e con i loro orari. Per di più volevo, nei limiti del possibile, privilegiare il treno alle corriere e quindi mi è capitato che sia stato più pratico ritornare a Cagliari più volte per poi ripartire verso nord piuttosto che seguire un impossibile itinerario più lineare.

Da Cagliari (con l’emozione di una mostra stupefacente sulle civiltà del Mediterraneo, il suo museo archeologico e la suggestione del santuario di Bonaria) ho visitato la costa sud con il bellissimo sito di Nora poi, ritornata a Cagliari, sono partita in treno per Iglesias e i’interessantissima area archeologica di Antas e la stupefacente grotta sotterranea di Su Mannau.

Di nuovo a Cagliari per salire sempre in treno direttamente a Sassari (piccola deviazione dalla famosa linea ferroviaria vista sulla pubblicità e che mi ha ispirato il viaggio) e ridiscendere in corriera a Bonorva e da lì, sempre in corriera, a Cabras, dove mi aspettava la spiaggia di Is Arutas con i suoi granelli di quarzo, le rovine di Tharros e il suo museo con i Giganti di Monte e’ Prama, le enigmatiche sculture nuragiche.

Di nuovo in corriera verso lo straordinario nuraghe di Barumini e… giù fino a Cagliari! Da dove ho ripreso il treno per risalire a nord fino a Nuoro e da lì ad Orgosolo con i suoi murales.  Sempre in treno sono finalmente arrivata ad Olbia e infine traghetto per La Maddalena e Caprera, in barca a vela per le isole dell’arcipelago e un emozionante sconfinamento alle isole francesi di Cavallo e Lavezzi”.

rovine di Tharros vicino a Cabras

rovine di Tharros vicino a Cabras

Mariella Moresco

 

Hai avuto difficoltà a viaggiare da sola?

“No, non parlerei di difficoltà vere e proprie. Era la prima volta che viaggiavo da sola e per di più con un itinerario abbastanza impegnativo per la scelta di utilizzare i mezzi pubblici. Peraltro più comodi di quanto mi aspettassi. Viaggiando da soli non ci si può distrarre e io invece sono tendenzialmente distratta, quindi avevo sempre un po’ il timore di perdere gli orari, di dimenticare qualcosa e, diciamolo, a volte lo zaino mi pesava un po’…. Ricordo ancora un tratto di strada in salita sotto il sole dell’una del pomeriggio…”

Quali sono state le tue emozioni più forti vissute in Sardegna?

“Tante. Un’altra caratteristica del viaggiare da sola è stata per me la amplificazione delle sensazioni e delle emozioni. Non so se è così per tutti i viaggiatori solitari. Per me è stato così. Come se fossi più presente nella realtà che stavo vivendo, più ricettiva.

Se proprio devo indicare alcuni momenti più forti di questo viaggio, penserei agli stupendi siti archeologici, ricchissimi di suggestioni; alla luminosità incredibile del cielo e del mare che mi infondevano gioia ed energia; ai colori dei costumi sardi durante la sfilata di Sassari e al museo di Nuoro; i murales di Orgosolo. E la straordinaria bellezza del veleggiare nell’arcipelago de La Maddalena. Un’esperienza nuova per me. Indescrivibilmente meravigliosa!”

Consigli ai lettori questo stile di viaggio? secondo te si può applicare a qualsiasi località?

“Il viaggio lento è la forma migliore di viaggiare e farlo con i mezzi pubblici permette di rendersi conto meglio del contesto in cui ci stiamo muovendo. Purtroppo non sempre è possibile organizzare un viaggio così. In Italia i tagli alle linee ferroviarie e le limitazioni di percorsi e orari delle linee delle corriere a volte rendono veramente difficile organizzare gli spostamenti, in ogni regione. Talvolta addirittura impossibile. Ma dove è possibile, anche con qualche sacrificio riguardo gli itinerari e gli orari (tipo unica corsa al mattino prestissimo …), direi che è un’esperienza unica. Da fare con calma, senza eccessive volontà di ‘ottimizzare i tempi’” .

Cosa significherà, ora viaggiare nell’epoca del covid-19, secondo te?

“Purtroppo tutto sarà più complicato, credo. Ho letto che sarà necessario prenotare per poter salire sui treni regionali. Non so se verrà effettivamente messa in atto questa misura. A me toglierebbe la spontaneità delle decisioni prese all’ultimo ma, ovviamente, sono più importanti le misure per la sicurezza”.

Ringraziamo ancora Mariella di Vagabondi in Italia, lasciando qui sotto tutti i suoi riferimenti:

www.vagabondiinitalia.it

aivagabondi@vagabondiinitalia.it

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www.instagram.com/vagabondiinitalia.it/

Se non presente in libreria, il libro si può ordinare online anche dal catalogo Feltrinelli QUI

 

 

I suoi riferimenti per pubblicazioni e articoli del blog sono
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