Visita con noi il centro storico di Cavalese

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Il palazzo museo e pinacoteca della Magnifica Comunità di Fiemme ci ha invitato in un photowalk con visita guidata degli angoli nascosti, inediti e più storici della città di Cavalese.

La Magnifica Comunità di Fiemme è un ente pubblico ancora esistente ma ha origini di antichissime (1111 d.C.). Si occupa della gestione di immobili, terre e foreste nella Val di Fiemme, in Trentino.

Avevamo approfonditamente raccontato le bellezze che lasciano senza fiato della Domus Magna, centro politico antico di Cavalese e sede “Storica” della Magnifica. Vi rimandiamo perciò a questa visita QUI.

 

 

Oggi andiamo a scoprire alcuni angoli della città grazie alle nostre due guide che ci hanno accompagnato alcuni giorni fa. Nel dettaglio:

  • La facciata e l’atrio della Domus Magna
  • La chiesa di San Vigilio
  • La Casa del Pero
  • Il Palazzo di San Sebastiano
  • La Canonica
  • La Grande Sequoia centenaria
  • Il Parco della Pieve
  • La Pieve, chiesa di Santa Maria Assunta

La facciata e l’atrio della Domus Magna

Nei documenti antichi il palazzo rinascimentale di Cavalese viene definito Domus Magna per sottolinearne l’importanza politica. Era prima una casa-torre, sede giudiziaria medievale. La facciata che si vede bene dal cortile interno dimostra la grandezza politica e l’ampliamento fatto nel Cinquecento. In alto  al centro campeggia lo stemma della Magnifica, sormontato da altri vessilli di famiglie legate a questa comunità.

Le decorazioni parietali rappresentano temi cinquecenteschi, che potevano tuttavia agli uomini di cultura indicare varie simbologie, come quella della Giustizia o la consegna del potere (il giudizio di Paride).

La Domus fu modificata nel suo uso nell’Ottocento e restaurata nel Novecento.

la visita si svolge secondo tutte le norme di prevenzione e tutela dal covid

sul retro della Domus Magna un palazzo con una grande meridiana

La chiesa di San Vigilio

San Vigilio è un chiesa francescana di fine ‘600, costruita tra il 1685 e il 1689. Fu consacrata nel 1698 dal vescovo Giovanni Michele Spaur. La facciata dal tetto spiovente ha un grande timpano con la cosiddetta “croce di Lorena“(o croce patriarcale) traforata.

Sotto, campeggia un affresco di Antonio Longo del 1801, con il santo vescovo Vigilio, martirizzato perché preso a zoccolate in Val Rendena, secondo la leggenda. Il gradino di legno che ha sotto i piedi rappresenta l’oggetto del suo martirio, ma spesso nell’iconografia compaiono gli zoccoli. Ai lati due stazioni di  via crucis di Domenico Bonora.

Dentro, la chiesa conserva altari barocchi e opere di scuola pittorica locale.

la croce di Lorena

San Vigilio

Accanto alla chiesa si trova il convento. Il simbolo francescano è l’affresco con la scritta “pace e bene” con due braccia che si incrociano. Una grande croce di legno del 1662 fu il primo vessillo del convento quando fu costruito. Nel convento c’era una biblioteca importante che conteneva manoscritti preziosi (oggi nel convento di San Bernardino a Trento).

 

La casa del Pero

Attraversiamo la strada e procediamo verso il centro sul lato sinistro: ci troveremo davanti a una serie di bar e negozi che sono ospitati da un palazzo storico affrescato, con decorazione parietale a quadri colorati gialli, verdini, arancio e rossi.

Si tratta di Palazzo Bertelli, soprannominato in vari modi, come la “Casa del Pero“. San Cristoforo e San Dorotea sono i soggetti delle decorazioni parietali della facciata principale. Sono i santi che difendono dalla “morte accidentale”.

Invece, nel lato ovest del palazzo si vedono ormai parzialmente deteriorati gli affreschi rappresentanti un uomo e donna ricoperti di peli e vestiti di foglie. Ma la particolarità e il mistero di questi simboli li rende ancora oggi curiosissimi. L’uomo è appoggiato a un bastone con la testa a forma di tau. La donna porta per mano un bambino, di cui si scorge la testa.

in val Gerola, Sondrio.

Sono i “silvani”, i salvansL’Uomo selvatico o Silvano è un simbolo conosciutissimo e oggetto di leggende di tutto il nord est alpino. Può esser chiamato “uomo dei boschi”, “uomo selvatico” o “silvanel”, ma è sempre lui.

Il Silvano è legato al segreto della caseazione: pare che quando l’uomo gli avesse rubato questa tecnica, lui si fosse vendicato rendendogli la vita impossibile. Ecco che si sprecano storie in cui il Silvano / Salvan ruba i bambini, fa i dispetti, mette paura all’uomo, cerca di contrastarlo specialmente quando questi entra “nel suo territorio”. Ancora oggi l’uomo selvatico è una delle maschere di legno dei carnevali alpini (guarda il video).

In questo caso potrebbero rappresentare dei guardiani del palazzo, ricordando il legame con la vita autentica di un tempo.

 

 

Il Palazzo di San Sebastiano

Palazzo San Sebastiano lo incontriamo poco più avanti prima della Domus.  E’ nato su una vecchia cappella. La Canonica è in stile tedesco. La cella campanaria ha in realtà l’aspetto di un’altissima torre civica con un orologio, decorata di merlature. E’ la torre che si vede per tutta Cavalese.

Questo dettaglio desta la mia attenzione: perché “mascherare” un campanile in torre civica?, chiedo alla mia gentilissima guida. Perché, mi spiega, il vero centro religioso era la Pieve e non doveva trarre in confusione questa chiesetta. La torre poi rappresenta il potere politico che il principe vescovo esercitava attraverso i suoi rappresentanti, il Vicario e il Capitano.

La Chiesa purtroppo è stata stravolta negli anni Settanta con la costruzione di gradinata e tettoia, e si presenta dentro né più né meno come un cinema-teatro. Contiene parte di un altare secentesco firmato don Antonio Longo.

Ci addentriamo nelle vie storiche della città come via Longarù, e negli uffici comunali ospitati nella casa Ress. Ogni palazzo ha la sua leggenda riguardante la storia della famiglia o qualche aneddoto sulla costruzione. Dopo aver ammirato una collezione temporanea di sculture a bordo del ruscello, usciamo dai vicoli in zona Canonica, un palazzo antico e affrescato in stile altoatesino.

arte lungo il fiume

arte lungo il fiume

La Grande Sequoia centenaria

Questa che incontriamo è una delle tante grandi sequoie che erano state piantate nel 1898 per i 50 anni di regno dell’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe. Ci accompagna nel nostro cammino verso la Pieve di Santa Maria Assunta.

Il Banco della Resòn e il Parco della Pieve

Il parco della Pieve è il polmone verde della città. Curato, accogliente, con giochi, prati, panchine in cui far pic-nic e dei campi di calcetto. Un luogo che non si può mancare se si è a Cavalese.

Il parco ospita un’edicoletta candida, eretta nel Settecento, dedicata a San Giuseppe.

Pare che la scelta di costruire quell’edicola proprio in quel luogo sia dovuta alla volontà di  “censurare” l’usanza del ballo pubblico sul prato della pieve in occasione di alcune feste religiose molto sentite. Questo ballo tra uomo e donna doveva essere un po’ troppo ravvicinato, tanto da destare lo scandalo degli ecclesiasti. E pare anche che la consuetudine rimase, con buona pace di San Giuseppe.

Il vero Banco della Resòn era il luogo di riunione político ed era di fronte la Domus Magna. Ma oggi nel parco di Cavalese si può vedere un “Banco della Resòn” risalente al secolo XVI in cui si riunivano un tempo le assemblee del “Comun General” della Magnifica Comunità di Fiemme: discussioni e votazioni politiche riguardanti il bene comune.

Le assemblee si tenevano tutti gli anni al 15 agosto, giorno di Santa Maria Assunta, patrona della città.

il Banco de la Resòn

Oggi il Banco della Resòn è immerso nel parco e fruito da bambini e ragazzi forse ignari del suo uso storico, forse no. Ma rimane un luogo simbolico unico nel suo genere.

 

La Pieve, chiesa di Santa Maria Assunta

La Pieve in realtà era un piccola chiesetta, già citata nel 1111 nei famosi Patti Ghebardini (approfondisci QUI). Ha l’aspetto romanico-gotico ma è stata più volte rimaneggiata.

E’ stata ingrandita a tre navate dal principe vescovo nel 1300 poi nel ‘600 divenne a 4 navate.
Ci accoglie un bellissimo protiro dentro il quale si possono ammirare varie bellezze: il pavimento policromo, il soffitto in legno a cassettoni, il portale elegantissimo gotico che custodisce simboli e segreti. Il tetto in legno è degli anni 2000, ricstruito a seguito di un incendio.

La grande torre che accompagna la chiesa è del XVIII secolo fatta su progetto di don Giovanni Giuseppe Alberti. Accanto alla chiesa si trova un’altra chiesa dall’aspetto del tempio pagano con colonne doriche.

La nostra visita guidata si ferma qui, con gli occhi pieni di bellezza.

Consigliamo di rivivere la nostra esperienza prenotandovi al sito del palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme.

Un pomeriggio intero alla scoperta delle bellezze di una città che è sempre piacevole e piena di vita. Qui potrete continuare la serata con una visita al Museo d’Arte Contemporanea o con un aperitivo.

Ah! Spesso d’estate ci sono serate di musica live lungo il corso, quindi informatevi sugli eventi in programma.

*Grazie alla Magnifica Comunità di Fiemme e alla sua sede storica-museo.

 

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