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Mike Stern alla Corte Malatestiana a Fano Jazz 2012

 

Ed ora, ladies and gentlemen, passiamo alla musica fusion…e jazz in tutte le sue più accattivanti escursioni!

Nel festival jazz di Fano nel 2012 ho avuto il piacere di ascoltare il chitarrista Mike Stern con la sua band stellare!

(Sono tutte stellari a certi livelli).

Il virtuoso di Boston che ha preso spunto da B.B. King, Jimi Hendrix e John Coltrane, il chitarrista che ha studiato con Pat Metheny, suonando con Miles Davis, Jaco Pastorius e John Scofield… Lui che ha fatto della Fender Telecaster il suo marchio, beh lui. Cinque anni dopo la prima volta, Mike Stern è tornato alla Corte Malatestiana con Bob Franceschini al sax tenore, fedele compagno di palco da anni, Chris Minh Doky al basso, Dave Weckl alla batteria – scusate se è poco –

Quell’estate Stern aveva appena pubblicato All Over the Place, il suo quindicesimo album da leader, e dunque il repertorio variava tra i nuovi e i vecchi pezzi, con Stern che viaggiava tra blues, rock, fraseggi infiniti bebop e suoni più fusion. La band decollava, e noi con loro!

Inutile dire che l’intorno pietroso della Corte Malatestiana illuminato di blu notte e addolcito dalla brezza marittima, rendeva il tutto più scenografico, con un pubblico in religioso silenzio.

Menzione d’onore per Fano Jazz, festival ormai storico che ha portato nel tempo tanti nomi nella cittadina marchigiana, da Tony Scott a Renato Sellani, da Enrico Rava a Bill Frisell, da Joe Zawinul a tanti, tutti, fino Brad Meldhau e Javier Girotto, fino appunto a Stern.

Questa kermesse nata come versione marittima dell’Umbria Jazz e diventato Fano Jazz By The Sea, nel tempo ha dato vita a e Terre Sonore, spin-off del festival con eventi in vari luoghi della provincia: e così accende anche il sonnolento entroterra marchigiano.

Quando presi coraggio e andai a salutare Mike Stern che vendeva i dischi come uno qualsiasi (esatto, “Comprate i miei dischi!”) mi abbracciò e mi disse “Oh, you’re beautiful!” sotto gli occhi gongolanti del mio compagno!

Un ricordo indimenticabile, un po’ da ridere, DEAR MIKE!

 

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