Trento Film Festival, kermesse diffusa, omaggia Tom Ballard

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Sono quasi cento i film in programma della sessantottesima edizione del Trento Film Festival, tra oltre 600 iscritti, di cui 26 in anteprima mondiale e 37 in anteprima italiana: tutti proiettati per il pubblico e gli ospiti del festival, ma  anche diffusi in streaming in tutta Italia e disponibili per 7 giorni e un massimo di 500 visioni. Vari sono gli appuntamenti a Trento e in provincia, e anche in montagna, dal 27 agosto al 2 settembre. Andiamo a scoprirne qualcuno.

Dopo l’intervista di Federico Taddia a Alex Bellini in versione virtuale causa maltempo il 29 agosto, la kermesse è continuata il 30 agosto in Val di Fassa. Alle 21.00, al PalaDolomites di Campestrin (Mazzin), si è svolta una serata evento in ricordo di Tom Ballard. Con la proiezione del documentario I’m not alone, I’m with the mountains” e i saluti del referente Dolomiti Unesco Provincia di Trento Romano Stanchina, del presidente del festival Mauro Leveghi, della direttrice della Fondazione Dolomiti Unesco Marcella Morandini, della sindaca Nicoletta Dallago. La serata è ospitata al Paladolomites grazie alla collaborazione con l’Associazione Culturale Alntermoia che si occupa dell’organizzazione degli eventi di Campitello e Mazzin. “Siamo molto orgogliosi di ospitare in Valle un festival così importante e di portata internazionale – hanno detto  – E’ un occasione per la nostra comunità e per i turisti che la scelgono.”

Maurizio Zanolla alias Manolo, climber

Maurizio Zanolla alias Manolo, climber

Sono stati coinvolti dalla giornalista Fausta Slanzi, Stefania Pederiva, fidanzata di Ballard, Manolo, Riccarda de Eccher, Margherita Berlanda, i registi Elena Goatelli e Angel Esteban. Ognuno con il proprio contributo su Ballard e alcune riflessioni sul legame tra montagna e coraggio, montagna e anelito di libertà.

Guarda il nostro servizio:

 

 

Vi invitiamo a scoprire tutti i lati del Festival

Esiste una sezione indipendente del Trento Film Festival dedicata alle scuole, agli insegnanti, ai bambini e alle famiglie: si chiama T4Future (Trento Film Festival For Future) .
Un ricco programma di proiezioni, laboratori di educazione all’immagine e attività pensato per promuovere lo sviluppo sostenibile, la tutela della montagna e l’educazione alla cittadinanza globale.

Anche quest’anno, infine, verrà assegnato il Premio Speciale Dolomiti UNESCO all’opera che meglio interpreta i valori del riconoscimento concesso alle Dolomiti e agli Siti del Patrimonio Mondiale.

“Quella di quest’anno è un’edizione particolare del festival: la pandemia causata dal Coronavirus Covid-19 ha cambiato le nostre vite, facendoci riscoprire l’essenzialità e il bisogno di valori che prima forse davamo per scontati, come la libertà di movimento, la socialità” commenta il presidente del Trento Film Festival Mauro Leveghi.

“Il manifesto attraverso un bosco ferito, vuole lanciare un messaggio per invitare a riflettere sulla necessità di un reale cambiamento – ancora il presidente Leveghi.   “C’è il dovere di avviare, dopo l’emergenza drammatica vissuta, non ancora finita e che potrebbe ripresentarsi, una nuova fase della nostra vita, per la quale dobbiamo porci dei limiti. Gli scienziati in questi mesi di crisi hanno evidenziato le possibili correlazioni tra pandemie e deforestazioni e perdita di habitat”.

Un festival che come ogni anno esplora il mondo dell’alta montagna e non può essere esente da approfondimenti di attualità.

 

Sassopiatto. Ph. sara bonfili

Sassopiatto. Ph. sara bonfili

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